Nitrox, all'ultimo respiro

Ormai sapete come rendere le vostre immersioni più lunghe grazie al nitrox. Sapete quali sono i pericoli che ne derivano, come prevenirli e come porre rimedio a eventuali problemi. Uno di questi rischi però non lo abbiamo ancora esaminato: quello di rimanere senza miscela respiratoria

di Stefano Ruia

 
 
 
 

Ipotesi. State facendo una bella immersione in Mar Rosso. Arrivate sul punto più bello, quello ricco di murene avvicinabili senza difficoltà. Ne adocchiate una splendida, a chiazze bianche e nere. Mai vista una murena con questa livrea in Mediterraneo. State già pregustando l’incontro ravvicinato e i racconti che farete tornati a casa… quando un’occhiata veloce al manometro o al vostro compagno vi rovina la festa: uno dei due ha raggiunto il limite canonico dei 50 bar, si torna subito in superficie! Alzi la mano chi non si è mai trovato in una situazione come quella ora descritta. A causa dell’estensione dei tempi d’immersione, permessa dall’utilizzo delle miscele di aria arricchita di ossigeno soprattutto con un computer d’immersione per nitrox, questa evenienza diventa sempre più probabile. A parte il freddo, come visto nella scorsa puntata, l’esaurimento della riserva di miscela respiratoria è uno dei principali limiti imposti alle immersioni con nitrox. Vediamo allora come poter gestire quest’eventualità, cominciando dalla risoluzione del problema, per esaminarne in seguito la prevenzione. Per poter effettuare un’analisi corretta dobbiamo prima rispondere a una domanda basilare.

L’utilizzo di nitrox è un’attività della cosiddetta «subacquea tecnica»?
In una prossima puntata spiegherò dettagliatamente quali attività, per chi scrive, siano da considerarsi «non tecniche» e quali «tecniche». Per ora rispondete da soli. Vi anticipo subito che, a mio avviso, l’utilizzo delle miscele nitrox come descritto sulle pagine di questa rubrica da più di un anno è un’attività «non tecnica»; tuttavia è un’esperienza validissima, fondamentale e propedeutica alle immersioni tecniche. Per questo è stato così diffusamente trattato in questa rubrica. Allora consideriamolo per ora parte integrante delle attività «ricreative», o meglio «turistiche», in quanto anche la maggior parte delle immersioni tecniche si svolge a scopo di divertimento.

L’esaurimento di nitrox nelle immersioni ricreative
Nella gestione del problema «esaurimento della miscela respiratoria» non vi sono differenze fra aria e nitrox. Uno dei criteri di sicurezza basilari nelle immersioni ricreative è l’utilizzo delle procedure del sistema di coppia. Un altro è la permanenza nei limiti della curva di sicurezza. Se essi sono rispettati il problema è facilmente gestibile. Basterà comunicare con il compagno e risolvere il problema secondo una delle procedure applicabili. La più semplice, da utilizzare in situazioni in cui la riserva non è ancora esaurita del tutto, è la risalita normale, avendo avuto l’accortezza di avvisare il compagno che è proprio giunto il momento di risalire (e pensare che aveva appena scorto una fantastica murena bianca e nera!).

Lavoro di coppia
Nel caso in cui l’erogatore non dia più miscela respiratoria converrà risalire con una respirazione a due, condividendo la riserva di gas del vostro compagno. Grazie alla diffusione del doppio erogatore o del sistema octopus, oggi il vostro compagno ha sempre un ulteriore secondo stadio da offrirvi, senza rinunciare al proprio. Se non lo avesse, o se il secondo stadio che vi offre non funzionasse, dovrete applicare una tecnica abbastanza complessa, quella della respirazione a due alternata, cioè della condivisione della sua riserva di gas per mezzo del suo unico secondo stadio. Tutti quelli che l’hanno eseguita in piscina durante i loro vecchi corsi staranno pensando: «...ma quale complessa, è una cosa semplicissima!». Provate tuttavia a farla eseguire a due principianti, oppure a eseguirla voi subacquei esperti mentre siete in immersione con macchina fotografica e flash. In ordine di priorità vi serviranno: una mano per mantenervi attaccati al compagno (se lo perdete non respirate più!), una per guidare l’erogatore alla vostra bocca ed eventualmente usare il pulsante di comando manuale per spurgare l’acqua; una per scaricare il giubbetto nel caso stiate risalendo da una discreta profondità (altrimenti risalite, voi e il compagno, come missili); un’altra mano, in teoria, ma ne potreste fare a meno, dovrebbe poi essere posta verso l’alto a protezione della testa. Con quest’ultima siamo a quattro mani. Se non siete un polpo avrete qualche difficoltà! Meglio spendere poche lire per avere un secondo erogatore o un ulteriore secondo stadio. Se il vostro compagno insiste nel non acquistarlo regalateglielo per le prossime festività!

Controllare sempre il manometro
State attenti che probabilmente, se voi avete esaurito la miscela, anche il vostro compagno è prossimo a farlo. Un’occhiata al suo manometro v’indicherà se risalire tranquillamente o accelerare le procedure di risalita perché il suo ago è vicino allo zero. Se il vostro compagno non è vicino potete attuare la risalita d’emergenza controllata insegnata in quasi tutti i corsi di livello iniziale. Se vi sembra di non riuscire a raggiungere la superficie in tempo, sganciate la zavorra e gettatela via. Oltre a redarguire il vostro compagno per non esservi stato vicino, arrabbiatevi con voi stessi: la prevenzione dell’esaurimento della riserva di gas è semplicissima: basta guardare più spesso il manometro! Altra importante precauzione è quella di restare sempre entro i limiti di sicurezza.