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Ipotesi. State facendo una bella immersione in Mar
Rosso. Arrivate sul punto più bello, quello ricco di murene avvicinabili
senza difficoltà. Ne adocchiate una splendida, a chiazze bianche e nere.
Mai vista una murena con questa livrea in Mediterraneo. State già pregustando
l’incontro ravvicinato e i racconti che farete tornati a casa… quando
un’occhiata veloce al manometro o al vostro compagno vi rovina la festa:
uno dei due ha raggiunto il limite canonico dei 50 bar, si torna subito
in superficie! Alzi la mano chi non si è mai trovato in una situazione
come quella ora descritta. A causa dell’estensione dei tempi d’immersione,
permessa dall’utilizzo delle miscele di aria arricchita di ossigeno soprattutto
con un computer d’immersione per nitrox, questa evenienza diventa sempre
più probabile. A parte il freddo, come visto nella scorsa puntata, l’esaurimento
della riserva di miscela respiratoria è uno dei principali limiti imposti
alle immersioni con nitrox. Vediamo allora come poter gestire quest’eventualità,
cominciando dalla risoluzione del problema, per esaminarne in seguito
la prevenzione. Per poter effettuare un’analisi corretta dobbiamo prima
rispondere a una domanda basilare.
L’utilizzo di nitrox è un’attività
della cosiddetta «subacquea tecnica»?
In una prossima puntata spiegherò dettagliatamente quali attività, per
chi scrive, siano da considerarsi «non tecniche» e quali «tecniche». Per
ora rispondete da soli. Vi anticipo subito che, a mio avviso, l’utilizzo
delle miscele nitrox come descritto sulle pagine di questa rubrica da
più di un anno è un’attività «non tecnica»; tuttavia è un’esperienza validissima,
fondamentale e propedeutica alle immersioni tecniche. Per questo è stato
così diffusamente trattato in questa rubrica. Allora consideriamolo per
ora parte integrante delle attività «ricreative», o meglio «turistiche»,
in quanto anche la maggior parte delle immersioni tecniche si svolge a
scopo di divertimento.
L’esaurimento di nitrox nelle
immersioni ricreative
Nella gestione del problema «esaurimento della miscela respiratoria» non
vi sono differenze fra aria e nitrox. Uno dei criteri di sicurezza basilari
nelle immersioni ricreative è l’utilizzo delle procedure del sistema di
coppia. Un altro è la permanenza nei limiti della curva di sicurezza.
Se essi sono rispettati il problema è facilmente gestibile. Basterà comunicare
con il compagno e risolvere il problema secondo una delle procedure applicabili.
La più semplice, da utilizzare in situazioni in cui la riserva non è ancora
esaurita del tutto, è la risalita normale, avendo avuto l’accortezza di
avvisare il compagno che è proprio giunto il momento di risalire (e pensare
che aveva appena scorto una fantastica murena bianca e nera!).
Lavoro di coppia
Nel caso in cui l’erogatore non dia più miscela respiratoria converrà
risalire con una respirazione a due, condividendo la riserva di gas del
vostro compagno. Grazie alla diffusione del doppio erogatore o del sistema
octopus, oggi il vostro compagno ha sempre un ulteriore secondo stadio
da offrirvi, senza rinunciare al proprio. Se non lo avesse, o se il secondo
stadio che vi offre non funzionasse, dovrete applicare una tecnica abbastanza
complessa, quella della respirazione a due alternata, cioè della condivisione
della sua riserva di gas per mezzo del suo unico secondo stadio. Tutti
quelli che l’hanno eseguita in piscina durante i loro vecchi corsi staranno
pensando: «...ma quale complessa, è una cosa semplicissima!». Provate
tuttavia a farla eseguire a due principianti, oppure a eseguirla voi subacquei
esperti mentre siete in immersione con macchina fotografica e flash. In
ordine di priorità vi serviranno: una mano per mantenervi attaccati al
compagno (se lo perdete non respirate più!), una per guidare l’erogatore
alla vostra bocca ed eventualmente usare il pulsante di comando manuale
per spurgare l’acqua; una per scaricare il giubbetto nel caso stiate risalendo
da una discreta profondità (altrimenti risalite, voi e il compagno, come
missili); un’altra mano, in teoria, ma ne potreste fare a meno, dovrebbe
poi essere posta verso l’alto a protezione della testa. Con quest’ultima
siamo a quattro mani. Se non siete un polpo avrete qualche difficoltà!
Meglio spendere poche lire per avere un secondo erogatore o un ulteriore
secondo stadio. Se il vostro compagno insiste nel non acquistarlo regalateglielo
per le prossime festività!
Controllare sempre il manometro
State attenti che probabilmente, se voi avete esaurito la miscela, anche
il vostro compagno è prossimo a farlo. Un’occhiata al suo manometro v’indicherà
se risalire tranquillamente o accelerare le procedure di risalita perché
il suo ago è vicino allo zero. Se il vostro compagno non è vicino potete
attuare la risalita d’emergenza controllata insegnata in quasi tutti i
corsi di livello iniziale. Se vi sembra di non riuscire a raggiungere
la superficie in tempo, sganciate la zavorra e gettatela via. Oltre a
redarguire il vostro compagno per non esservi stato vicino, arrabbiatevi
con voi stessi: la prevenzione dell’esaurimento della riserva di gas è
semplicissima: basta guardare più spesso il manometro! Altra importante
precauzione è quella di restare sempre entro i limiti di sicurezza.
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