|
In quali immersioni può essere utile impiegare una
muta stagna? Ok, è una domanda «un po’ furbina» ma fino a un certo
punto. Ancora oggi vi sono subacquei che associano la muta stagna
alle immersioni sotto i ghiacci, o nelle gelide acque di montagna,
ma sono in errore. Vi sono altri sub che considerano la muta stagna
un accessorio difficile da usare, scomodo e pericoloso, anch’essi
sono in errore. Altri ancora considerano la muta stagna uno strumento
che permette maggiori opportunità di immersioni e che rafforza la
propria sicurezza, ed hanno ragione.
Un vantaggio
determinante
Iniziamo a descrivere i vantaggi che offre la muta stagna con un
altro quesito: «Quale tipo di muta dovrebbe essere impiegata per
un’immersione profonda?» La risposta è una sola: «in base alla temperatura
di profondità». Anche se evitiamo di addentrarci nelle spiegazioni
scientifiche che regolano l’assorbimento e il rilascio dei gas in
base alla temperatura, ogni subacqueo sa bene come il freddo fa
assorbire una maggiore quantità di inerte ma non solo, ne ostacola
anche il rilascio. Non è forse vero che alcuni computer subacquei,
software decompressivi e tabelle di immersione, considerano con
molta attenzione il fattore temperatura corporea nei propri calcoli?
Ecco il motivo per il quale si afferma «….che rafforza la propria
sicurezza». Anche nel nostro amato Mediterraneo si trovano temperature
che per l’organismo sono fredde, e attenzione, anche in piena estate.
Immersioni ricreative oltre i 20 metri di profondità hanno spesso
temperature dell’acqua inferiori ai 18/19 C° e la classica muta
umida da 5 mm mostra tutti i suoi limiti. Si possono impiegare mute
semistagne, magari insieme a un sottomuta, ma dove sono i vantaggi
che dovrebbero «sconfiggere» la muta stagna? Non certo nella quantità
di zavorra o nella idrodinamicità, ma solamente nel prezzo di acquisto
e su questo possiamo essere tutti d’accordo. Un altro vantaggio
è il comfort e il condizionamento psicologico.

Muta stagna in neoprene da 7 mm
Gli altri
vantaggi
Considerando che abbiamo iniziato questo articolo con un quesito
…continuiamo. Quanti sono i subacquei che rinunciano a immergersi
durante le stagioni meno calde perché pensano …al dopo immersione;
quando cioè il sub è bagnato, che deve spogliarsi, che la barca
può non offrire un riparo dal vento, per non parlare poi se l’immersione
è fatta dai gommoni, o delle immersioni da riva. Sono veramente
pochi i subacquei che hanno la possibilità di risolvere i problemi
appena descritti, gli altri semplicemente rinunciano, ma chi ha
la muta stagna non rinuncia. Chi impiega la muta stagna non si informa
quanti gradi ha la temperatura dell’acqua. Se occorre un passaggio
su di una barca non cabinata ed esposta al vento, significherà solamente
non togliersi la muta e rimanere …al caldo e all’asciutto, a differenza
degli amici subacquei bagnati. Ecco quindi che le sferzanti temperature
esterne o acquatiche non sono più problemi da superare e il desiderio
di immergersi non viene ridotto. Svantaggi Al primo posto degli
svantaggi mettiamo decisamente il costo. La muta stagna ha un prezzo
di acquisto nettamente più alto. I motivi sono ovvi: l’accortezza
degli incollaggi, saldature, cuciture del tessuto o neoprene, le
valvole di scarico e di carico, la cerniera stagna. Al secondo posto
inseriamo l’abilità nell’uso, ma a questo ottemperano i corsi didattici.
La muta stagna è il terzo GAV (dopo il jacket e i polmoni), con
il quale il subacqueo deve confrontarsi e controllare. Oltre a questo
occorre conoscere come indossare la muta, la sua manutenzione, le
manovre di emergenza, la pesata, quale sottomuta adottare, come
compiere piccole riparazioni e ... quale tipo di muta stagna scegliere.
Lezione di teoria durante un corso di Dry Suit Speciality
Mute stagne
in tessuto o in neoprene?
I possessori di mute stagne hanno le loro predilezioni. Vi sono
i sostenitori delle mute «in tessuto» e quelli che preferiscono
le mute stagne in neoprene. Solitamente le mute stagne in tessuto
necessitano di meno zavorra rispetto a quelle in neoprene. Tuttavia
alcuni modelli che utilizzano neoprene di basso spessore ad alta
densità, associati a sottomuta con elevata coibenza termica, hanno
ridotto questo aspetto tecnico. In ogni caso, l’idrodinamicità delle
mute stagne in neoprene è sicuramente migliore di quelle «in tessuto»
e il nuoto ne trae beneficio. A svantaggio delle mute in neoprene
sono eventuali riparazioni di lacerazioni, dove gli incollaggi tra
lembi di neoprene pretendono la totale asciugatura, e quindi di
maggiore tempo.

Dopo la teoria, in mare! Istruttore e allievi pronti
a entrare in acqua e a uscirne asciutti
L’ultimo
consiglio
Nonostante le aziende e le maggiori didattiche, sconsigliano l’impiego
della muta stagna come equilibratore idrostatico (in sostituzione
del GAV), avviene spesso che tale raccomandazione non viene applicata.
Conseguenze legate al freddo (eccessive quantità di gas immesse
nella muta riducono la protezione termica), e problemi legati alla
gestione dei volumi gassosi, evidenziano l’importanza del GAV, senza
pensare alle conseguenze di una lacerazione della muta (teoricamente
possibile durante la penetrazione di relitti) con inevitabile perdita
dell’assetto.
|