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Merito della diffusione di Internet e dell’espansione del settore comunemente
chiamato «subacquea tecnica», si sente spesso parlare di software decompressivi.
Per le immersioni profonde con l’utilizzo di più miscele respiratorie,
infatti, i computer subacquei da polso che normalmente utilizziamo non
sono idonei in quanto non prevedono l’uso di miscele trimix. Appare evidente
come i subacquei che si dedicano a queste immersioni siano soliti usare
software per calcolare il loro profilo decompressivo. Di recente sono
stati presentati computer subacquei in grado di gestire l’immersione con
l’utilizzo di più miscele. Il loro alto costo limita l’uso di questi strumenti
e rafforza l’impiego dei programmi che ci accingiamo a vedere. Si tratta
di programmi per computer (non subacquei ma desktop «casalinghi») che
sono in grado di calcolare vari parametri di un’immersione svolta respirando
aria, o una serie di miscele, potendone cambiare anche più di una nella
stessa immersione. Prima di proseguire occorre fare chiarezza sull’utilità
reale di questi strumenti per calcolare la decompressione. Anzitutto sappia
il lettore che i calcoli possono essere giusti se i parametri sono impostati
correttamente, ma se «sbagliamo» non sempre il software ce lo dirà. Inoltre
occorre seguire un addestramento adeguato alle immersioni che ci proponiamo
di fare e reimparare a usare le tabelle di decompressione dopo anni di
computer «che pensa a tutto». Pc vecchi e nuovi Le prove sono state effettuate
su due computer differenti per verificare la concreta utilizzabilità del
software (velocità di esecuzione dei calcoli, spazio richiesto su disco,
sistema operativo) per l’utente medio. Il primo computer usato è un pc
dotato di processore AMD K6 II 500 MHz, 128 Mb ram, hd 8 Gb: si tratta
di una macchina di medie prestazioni che verosimilmente potrebbe essere
presente in moltissime case. Per il secondo pc abbiamo di proposito scelto
una macchina portatile oramai obsoleta, che potrebbe essere facilmente
acquistata d’occasione con poca spesa: processore ST 486 66 MHz, 20 Mb
ram, hd 350 Mb. La scelta di testare i software anche su di un portatile
è dettata dal fatto che, per esplorazioni impegnative, non è raro portare
sulla barca di appoggio un computer subacqueo in grado di generare delle
tabelle per ogni evenienza che sia sfuggita a una corretta pianificazione.
Entrambe le macchine con il sistema operativo più diffuso: Windows. Una
cosa comune a tutti i software provati, sia gratuiti che con licenza a
pagamento è lo scarico di responsabilità che fanno gli autori ricordando
che le immersioni tecniche presentano rischi maggiori di quelle ricreative
e l’uso anche scrupoloso di questi software non garantisce dall’insorgenza
di patologie da decompressione. Possiamo poi fare una prima classificazione
di questi software in base all’interfaccia utente che propongono: un’interfaccia
grafica molto ricca permette anche all’utente non proprio esperto di computer
un facile utilizzo, a scapito della velocità di esecuzione dei calcoli
e dello spazio occupato dal softaware sull’hard disk, che aumenteranno.
Un’interfaccia grafica più scarna permette al software di essere meno
«pesante» per il computer e di avere una notevole velocità di esecuzione.
Gap e Abyss sono dotati di una interfaccia grafica molto ricca,
nella quale i waypoint vengono fissati con il mouse nell’area di quello
che sarà il grafico dell’immersione. Per Abyss la grafica può arrivare
ad essere addirittura suggestiva, avendo anche un grafico tridimensionale
dell’andamento degli inerti nei compartimenti.
Decoplanner e Zplan hanno per dichiarata scelta dei loro autori
un’interfaccia grafica più scarna, per Zplan addirittura nulla, a vantaggio
di uno spazio richiesto su disco ridotto e alta velocità di calcolo. Una
seconda distinzione dei software che vi presentiamo è possibile in base
al costo della licenza: può essere gratuita come per Zplan e Gap o concessa
dopo il pagamento di una somma come per Decoplanner o Abyss. Ulteriore
distinzione è possibile in base all’algoritmo di calcolo usato. Abyss
usa un algoritmo proprietario implementato con l’Rgbm mentre Gap e Decoplanner
usano entrambi l’algoritmo di Bühlmann implementato con il sistema del
«gradient factor» messo a punto da Erik C. Baker, e Zplan usa sempre l’algoritmo
di Bühlmann ma senza alcuna implementazione. Tutti i software, infine,
calcolano il consumo di gas, gli indici CNS% e Otu.
Abyss
Prodotto e sviluppato della Abysmall corp., Abyss, ora arrivato alla versione
2.17, è presente da alcuni anni sul mercato; sarà disponibile anche una
versione per il sistema operativo Mac (maggiori dettagli si possono trovare
all’indirizzo internet) ed è disponibile presso il concessionario italiano
H2O Diving Activities anche in versione italiana. Di questo software è
possibile scaricare una demo limitata alla profondità di 30 metri presso
il sito del produttore. Se poi si vuole acquistare la licenza d’uso, le
versioni vanno dalla «nitrox», adatta a pianificazioni ricreative che
prevede max 40 metri e l’uso di aria e miscele nitrox standard Nooa (Ean
32, Ean 36) anche in decompressione, alla versione «commercial» con profondità
operativa 450 metri e utilizzo di miscele con ossigeno, azoto, elio, idrogeno,
argon, neon, studiata per un uso professionale. Come anticipato, Abyss
usa un algoritmo proprietario implementato con l’Rgbm per le immersioni
successive, in tre versioni: algoritmo «100» (meno conservativo), «120»
(mediamente conservativo) e «150» (fortemente conservativo). L’interfaccia
grafica risulta gradevole, ha una barra degli strumenti ricca e la guida
è completa, dotata di un glossario dei termini. I parametri personali,
d’immersione, quali gas usati e velocità di risalita, impostabili e salvabili
in un «template», sono fin troppo ricchi e forse qualcuno inutile; nel
template in base al brevetto posseduto e alla stima del proprio stato
di forma fisica si acquisisce uno score (punteggio) che influirà sui calcoli
decompressivi. In tal modo l’utente può impostare i propri parametri correttamente
ottenendo un «livello» pari a 60. L’utente può «ingannare» il software,
inserendo informazioni inesatte (come il possedere brevetti di specialità
in grotte e relitti) facendo slittare lo «score» a 72 e, di conseguenza,
diminuire i tempi di decompressione. Le tabelle generate possono essere
estese o brevi e di bailout, generate impostando la finestra di dialogo
in figura. Abyss ha anche la funzione per generare i deep stop e prevede
l’impostazione degli air break ed è interfacciabile con il computer subacqueo
Abyss Explorer, che gestisce immersioni con più miscele.
http://www.islandspirits.com/page.php?pname=products/abyss
Decoplanner
Questo software, giunto alla versione 2.0.40 e adottato dalla didattica
Gue (Global Underwater Explorers), ha volutamente una grafica semplice
con celle di valori tipo «foglio di calcolo» elettronico come, per esempio,
Excel. Questa semplicità permette una velocità di generazione delle tabelle
superiore agli altri software testati. La guida è dotata di immagini delle
videate del programma che consentono anche a chi non conosce perfettamente
la lingua inglese un apprendimento più immediato, ha due articoli di Baker
sulla teoria della decompressione e una bibliografia di riferimento per
approfondire l’argomento. L’algoritmo è quello di Bühlmann implementato
col rivoluzionario sistema del «gradient factor» che, rispetto all’algoritmo
puro, permette tappe più profonde, avendo una sorta di deep stop automatico.
Per rendere i piani decompressivi più conservativi si può agire sul «low
gradient factor» e sullo «hight gradient factor» oppure con un’opzione
che aumenta fittiziamente la profondità o con entrambe. Per forzare il
conservatismo a livello zero si sono dovuti impostare entrambi i valori
di «gradient factor» a 100, non essendo possibile escludere questa implementazione
come avviene con Gap. Decoplanner porta in sé l’impronta pratica datagli
dal contributo di Jarrod Jablonski, presidente Gue; è possibile infatti,
oltre a generare tabelle di bailout con variabili il solo tempo e tempo
e profondità, produrre in modo immediato tabelle di emergenza nel caso
non si abbiano gas decompressivi. Il calcolo dei consumi è accompagnato
dalla pressione (dato il volume delle bombole e la pressione che vogliamo
considerare di riserva di gas) necessaria per terminare l’immersione.
Le tabelle generate sono essenziali, prive di dati inutili. Il programma
ha inoltre due strumenti per analizzare l’immersione: un grafico dei tessuti
dove li si possono selezionare uno a uno e un foglio di calcolo stampabile
che analizza i valori fisiologici e altri parametri di ogni compartimento
per ogni tratto d’immersione. Ha un modulo per la produzione delle miscele
a parte, particolarmente ben fatto, che include anche il calcolo dei costi.
http://www.gue.org
Gap, Gas absorption program
Questo software gratuito, arrivato attualmente alla versione 1.1
(ma è di prossimo rilascio la successiva con versione in italiano a cura
di Carlo Adami), unisce l’algoritmo di calcolo analogo a quello utilizzato
da Decoplanner con l’interfaccia grafica molto simile a quella di Abyss,
con il posizionamento dei waypoint a «colpi di mouse». La barra degli
strumenti è intuitiva, la guida è dotata di immagini e propone gli stessi
articoli da E. Baker sulla teoria della decompressione. La generazione
delle tabelle non è proprio immediata anche in un computer veloce e il
formato è ampiamente migliorabile in quanto, come si può notare in figura
10, non d’immediata lettura, specie se la si stampa con una stampante
a getto d’inchiostro. Come Decoplanner può generare le tabelle di bailout
con variabile il tempo d’immersione o tempo e profondità raggiunta. L’impostazione
dei parametri salvabili in un «template» è molto veloce e avviene per
mezzo di una finestra di dialogo intuitiva e semplice come si può vedere
in figura 9. Gap ha anche l’opzione per permettere l’autoselezione dei
gas decompressivi a disposizione sulla base dei valori massimi di End
e Pressione parziale di ossigeno impostati. Gap prevede anche l’uso di
respiratori a circuito chiuso (Ccr). La prossima versione avrà anche un
modulo per la produzione delle miscele.
http://www.gap-software.com
Zplan
Tra quelli testati questo è l’unico software privo di interfaccia grafica,
che rinuncia quindi a un uso semplificato da parte di chi non è avvezzo
ai pc, ma ha dalla sua il fatto che sta in un dischetto da 3’’1/2 ed è
rapidissimo nella generazione di tabelle che possono essere salvate in
formato testo, quindi leggibili e stampabili anche da qualsiasi computer
che non abbia il programma. Non necessita di essere installato, e l’utilizzo
è abbastanza semplice: basta impostare i parametri e i waypoint aprendo
un editor di testo tipo «notepad» (come si vede in figura), salvarlo prima
di chiudere e lanciare il file eseguibile zplan.exe: apparirà temporaneamente
una finestra di Ms-dos e successivamente apparirà il file che contiene
le tabelle generate. Il programma è in inglese, ma è possibile scaricare
dal sito www.tsaeurope.com la traduzione dei file di istruzione e configurazione
a cura dello scrivente e Carlo Adami. Zplan prevede la possibilità che
il programma inserisca nel profilo i deep stop con l’opzione se usare
il sistema messo a punto da R. Pyle o quello messo a punto dal Wkpp (Woodville
Karst Plain Project, team Usa all’avanguardia nell’esplorazione subacquea
che ha messo a punto, tra le altre cose, un sistema di decompressione
innovativo). Le tabelle generate da Zplan in formato testo sono di semplice
lettura, compatte e con tutti i dati che servono. Non genera tabelle di
bailout e non ha un modulo per la produzione delle miscele. Zplan può
generare invece tabelle per circuiti chiusi e l’autoselezione delle miscele
diaponibili è automatica. Recentemente in rete è uscita una versione di
Zplan con l’interfaccia grafica, ma a mio parere rende il programma più
lento nell’impostazione dei parametri e in quella dei waypoint, non apportando
nessun vantaggio in più.
http://www.tsaeurope.com
La prova
Prima di descrivere e giustificare i parametri dell’immersione di prova,
occorre spendere alcune righe sul concetto di conservatismo. L’algoritmo
di Bühlmann non prevede conservatismi, non c’è un sistema universalmente
accettato e non ci sono metodi standardizzati per creare un modello che
tenga conto di maggiori carichi di lavoro e di modifiche relative alla
temperatura, perciò per generare tabelle più conservative gli sviluppatori
del software inseriscono una «scala conservativa» che essi soli ritengono
valida. Ciascuno dei prodotti che abbiamo provato ha un suo sistema personale
per aumentare il fattore conservativo. Per questa ragione, nelle nostra
prova abbiamo forzato di proposito il conservatismo pari a zero, in modo
da avere l’algoritmo di calcolo più «puro» possibile per ottenere un confronto
fra tutti i software nelle stesse condizioni a parità di parametri d’immersione.
Inoltre (ma qui entriamo nel campo delle convinzioni personali) non sempre
stare più a lungo in acqua è una scelta che porta solo più sicurezza:
nelle lunghe decompressioni si patisce maggiormente il freddo, facilitando
l’insorgenza di avvelenamento acuto da ossigeno, possono cambiare le condizioni
del mare e anche altri imprevisti possono vanificare una decompressione
particolarmente lunga che ritenevamo più sicura. Abbiamo deciso di simulare
un’immersione alla profondità di 75 metri con una miscela trimix 15/60
(15% di ossigeno, 60% di elio, 25% azoto), per avere sul fondo una pressione
parziale di ossigeno non superiore a 1,4 atm e una End non superiore a
20 metri e consentire di partire dalla superficie respirando miscela.
Il bottom time è di 20 minuti, trascorsi i quali s’inizia la risalita
a 10 metri il minuto. La velocità di discesa è fissata a 25 metri al minuto.
Le miscele decompressive sono Ean 35 dai 30 metri di profondità e ossigeno
puro a 6 metri. Si è predisposto di fare tutta la decompressione finale
a 6 metri e non anche a 3, poiché spesso le condizioni del mare non consentono
questa tappa e quindi risulta utile avere tabelle che prevedano tale possibilità.
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