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In caso di esaurimento della miscela respiratoria,
sappiamo che passare da aria a nitrox è una procedura sicura. Altrettanto
possiamo considerare il passaggio da nitrox ad aria, effettuando
come al solito la sosta di sicurezza, meglio se prolungata a cinque
minuti. Tutto ciò valeva per immersioni in curva di sicurezza. Per
immersioni fuori curva non ci sono problemi se respiravate aria
e fate le tappe, previste per aria, respirando nitrox. Invece la
situazione diventa più complessa se dovrete effettuare le tappe
in nitrox e disponete solo di aria. Se avevate programmato l’immersione
con le tabelle avete opportunità diverse rispetto al computer. Nel
caso delle tabelle, infatti, basterà effettuare le durate previste
delle soste, al limite raddoppiandole; così, se dovevate effettuare
due tappe, una di due minuti a sei metri e l’altra di sette a tre
metri, ne potreste effettuare una di quattro minuti a sei metri
e una di quattordici a tre metri. Questa è solo una regola pratica,
di ampia sicurezza, come vedremo fra poco. Ma se v’immergete con
il computer d’immersione, difficilmente sarete in grado di stabilire
le durate delle tappe di decompressione, in quanto i computer normalmente
indicano la profondità della prima sosta e il tempo che manca alla
riemersione in superficie (incluse tutte le tappe e la durata della
risalita). Solo in pochi casi saremo quindi in grado di quantificare
le durate delle tappe di decompressione: se sapeste che mancano
dieci minuti alla riemersione e la prima tappa è a sei metri per
due minuti, potreste calcolare un minuto per la risalita, due per
la tappa a sei metri e di conseguenza considerare che la tappa a
tre metri dura sette minuti. Tuttavia se non conoscete la velocità
di risalita utilizzata o se il computer indica la prima tappa già
a nove metri, non sareste in grado di determinare le tappe successive.
Se il computer d’immersione per nitrox non può cambiare miscela
in immersione e voi dovete effettuare la decompressione in aria
invece che in nitrox vi conviene per sicurezza raddoppiare tutte
le durate delle tappe di decompressione indicate dal computer. Così,
appena arrivati alla profondità della prima tappa guardate il computer
e raddoppiate il tempo di sosta indicato; anche se il computer vi
indica che potete risalire, dovete attendere che passi il doppio
del tempo calcolato. Appena giunti alla profondità della tappa successiva
guardate il computer e raddoppiate nuovamente il tempo di sosta
indicato, fino alla riemersione in superficie, dopo avere raddoppiato
la durata della sosta a tre metri. Questa procedura tuttavia non
è sicura tanto quanto quella di raddoppiare, se si respira aria,
le tappe previste dalle tabelle per nitrox.
Tabelle e computer
Quasi tutte le tabelle per nitrox sono ricavate da tabelle per aria,
con il metodo della profondità equivalente ad aria, che si basa
sull’equivalenza della pressione parziale di azoto. Così, per esempio,
le tabelle nitrox Noaa sono ricavate dalle US Navy grazie al metodo
della Pea (profondità equivalente ad aria o «EAD» in inglese). Praticamente
se si deve fare un’immersione a 24 metri con nitrox al 37% di ossigeno,
si calcola prima la pressione parziale di azoto nella miscela, con
la formula PN2 = (1-0,37) x (24/4 + 1) atm = 0,73 x 3,4 ATM = 2,142
atm. Ora si calcola la Pea, cioè la profondità alla quale respirando
aria si ottiene la stessa PN2, con la formula D = (2,142/0,79 ATM
- 1) x 10 m/ATM = 17,11 metri. Quindi per programmare un’immersione
a 24 metri con nitrox al 37% di ossigeno si userà sulle tabelle
per aria la profondità «18 metri». Il limite della curva di sicurezza
a 24 metri con nitrox al 37% di ossigeno sarà quindi quello previsto
per 18 metri dalle tabelle per aria usate. Il computer d’immersione
per nitrox effettua praticamente gli stessi calcoli, considerando
istante per istante l’assorbimento di azoto nei diversi compartimenti
e raffrontandolo ai valori massimi permessi. Tuttavia, per immersioni
con tappe di decompressione obbligate la durata delle tappe di decompressione
nelle tabelle per nitrox è «adottata» dall’aria, cioè è quella prevista
per la Pea dalle tabelle per aria, per la quale si considera che
il subacqueo respiri aria durante la sosta. Sulle tabelle per nitrox
non è quindi considerato, ai fini della durata della tappa di decompressione,
il fatto che il subacqueo stia respirando nitrox. Per essere più
chiari: poiché le tabelle US Navy prevedono per un’immersione di
80 minuti a 18 metri una tappa di decompressione di sette minuti
a tre metri, per un’immersione di 80 minuti a 24 metri con nitrox
al 37% di ossigeno la durata della tappa di decompressione a tre
metri sarebbe la stessa (sette minuti), per via dell’equivalenza
della pressione parziale di azoto già vista. Nei computer d’immersione
per nitrox la durata della tappa decompressone è invece «calcolata».
Quindi, poiché il gradiente che spinge l’eliminazione di azoto in
eccesso dal corpo è superiore nel nitrox rispetto all’aria, la durata
della tappa di decompressione è tanto più corta quanto minore è
la frazione di azoto nella miscela respirata (quindi, nelle miscele
nitrox, quanto maggiore è la percentuale di ossigeno). Questa diversità
è stata sottolineata dal dottor Thalmann, un tempo uno dei più famosi
ricercatori del reparto Nedu della US Navy e ora in pensione. D’altra
parte è bene precisare che la quasi totalità dei computer per nitrox
usano algoritmi (come quello di Bühlmann) ben più restrittivi delle
tabelle US Navy. In un campo come quello delle tabelle per miscele,
dove tutto è ancora sperimentale e di certezze ve ne sono ben poche
(basti pensare all’algoritmo Rgbm che sta rivoluzionando il modo
di «concepire» le tappe di decompressione), spetta a voi la scelta
più attenta a garantirvi l’immersione in totale tranquillità e sicurezza.
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